Sogno

Quel vuoto, che stride contro le pareti dell'anima.
Manco a me stesso, nel posto a me assegnato,
smarrito come un piccione dentro alla tempesta.
Un organo suona in una chiesa vicina, due mani
danzano sui tasti, tra la notte e il giorno
nella stanza vuota qualcuno ha tolto i quadri,
i ladri di luce vengono di notte, disperati
i bambini dormono, sognano sogni strani, distanti
l'alba può aspettare, in due vene gonfie d'amarezza
l'ignoto, m'assale l'ignoto,
due forbici brillanti, affamate, di fogli e lettere d'amore
l'ignoto non ha ancora un volto, una voce
tutto si assomiglia nel buio, chi è senza voce è perduto
una penna senza inchiostro, una buccia di banana
passo la notte alla finestra, conto le solitudini
le nebbie e le poche anime sole, divise dal silenzio
dalle ore pallide di una mattina, da qualche sogno
qualche piccolo amore, l'assoluto sbaglio
di un caffè alle cinque, l'alba non aspetterà più,
non ora...
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