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Dialettali 20 maggio 2016 · lettura 2 min · 1835 letture

A prima bicicletta

Maria Assunta Maglio 664 poesie pubblicate
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Cantu di Sirena mi trascina, si pigghia u pinzeru e luntanu lu porta, mi trovu ‘nmenzu un mari ranni, unni ricordi antichi addumanu la menti. Fantasiusa, ncumincia a jucari, prima e “mazzi”, poi “ammucciarè”, currivanu scanzi li carusi ‘nchiappati di fangu e nivuru pruvulazzu, cu l’occhi chini d’alligria davanu luci a vanedda e curtigghia. Mi veni ‘n menti a facci d’un carusu, quannu vitti pi a prima vota a bicicletta, u so cori forti battiva, un giru a stratanova sugnava. U patruni la faciva taliari, diciva sempri: qualchi vota ta fazzu pruvari! Ma... u tempu passava, u carusu criscìva, omu divintà! machina e muturi s’accattà. Si pensa a prima bicicletta senti ancora li vuci da vanedda, un c’è cchiù l’alligria di na vota, c’è na viletta e tantu silenziu. Traduzione Canto di sirena mi travolge, prende il pensiero e lontano lo porta, mi ritrovo in mezzo ad un mare immenso, dove ricordi accendono la mente. Fantasiosa comincio a giocare, prima ai"Legnetti" poi a "Nascondino", correvano scalzi i bambini, sporchi di fango e polvere nera, ma con gli occhi colmi d'allegria illuminavano strade e cortili. Mi viene in mente il volto d'un bambino, quando vide la prima bicicletta, il suo cuore batteva forte,, sognava fare un giro sulla strada principale. Il padrone la faceva guardare, diceva sempre: qualche volta te la faccio provare! ma il tempo scorre, diventa un uomo, compra macchina e motore. Ancora non si rassegna! pensa al giro con la prima bicicletta.
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Un tempo i giochi si inventavano i bambini erano felici. Ricordo il volto emozionato di un bambino, quando vide la prima bicicletta.

L'autore
Maria Assunta Maglio

Insegnante di scuola dell'infanzia ho amato,ed amo la mia professione,intesa come missione di vita.Da sempre ho avuto il pallino di scrivere poesia,amo leggere e confrontarmi.Opero come volontaria,presso la Caritas e Centro di Ascolto parrocchiale.La mia indole è : amare il prossimo aiutare il debole e il bisognoso.

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Commenti (2)

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Giacomo Scimonelli20 maggio 2016

desiderio non realizzato da un fanciullo che adesso uomo ricorda sempre quella bicicletta mai provata... versi teneri e gradevoli sia in italiano che nel nostro tanto amato dialetto ''siciliano''

Melina Licata21 maggio 2016

C'era poco per giocare anticamente, ci si arranciava con i giochi di gruppo in strada... non c'erano particolari giocattoli e quindi un pezzo di legno diventava "I mazzi" ci si divertiva tanto e le strade campi da gioco per tanti ragazzini che si rincorrevano giocando, come descrive magistralmente l'Autrice... Una bicicletta era un sogno irrangiungibile e spesso rimaneva tale... Versi dialettali che accarezzano l'anima...