Popo e popa
Non c’è più niente di sano
In questa casa,
la cassapanca il divano
è tutto ”tabula rasa”
Tappeti volanti,
rincorse sfrenate
i miei fiori appassiti, mangiati
come le mie ciabatte.
Eppur vi amate.
Ruffiani pelosi,
con occhi incantanti
dormite di giorno
per romper la notte.
Eppur vi amate.
Ma cosa farei senza di voi?
chi mi farà compagnia
quando manca lei,
vi prego, non andate mai via.
Perché, ”vi amo”
Mici miei.
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Commenti (2)
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M
Maria Francesca19 settembre 2007
Gli animali si fanno amare, il loro affetto è sincero, bello da parte tua ricordare i tuoi gatti
O
Oliviero Angelo Fuina19 settembre 2007
Il titolo quasi scoraggiava ma l'Autore era richiamo stentoreo. Infatti... Piacevole poesia nello stile, nel linguaggio adeguato, fin anco nell'ultimo verso di chiusura, ”quasi” di Monicelliana memoria. Davvero una bella lettura. Complimenti.