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Introspezione 23 maggio 2016 · lettura 3 min · 1385 letture

In fondo al sacco nero dell'immondizia

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Che cosa rimarrà della mia vita il giorno che avverrà la dipartita? Nient’altro che un ricordo per i figli ai quali ho sempre dato dei consigli. Le opere che ho scritto spariranno per essere inserite senza affanno in qualche sacco della spazzatura e triturate tutte con premura! Ben trenta libri scritti con passione dettata dalla forte ispirazione, ognuno con duecento poesie che trattano svariate fantasie. L’ho scritte con la metrica e le rime e tutte meritevoli di stime, più quelle del neo- surrealismo che non han fatto mai proselitismo! E sei poemi trasferiti altrove per non lasciare in giro troppe prove e le canzoni date quale omaggio a una cantante d’infimo lignaggio! C’è tanta verità in questi versi, ma in seguito anche loro andran dispersi, perché la società non sa apprezzare coloro che si stanno ad immolare per scriver da mattina sino a sera portando in alto il nome e la bandiera di quest’Italia schiava d’un destino che tutti i giorni scivola in declino! Ho speso settant’anni della vita per una cosa inutile! ... Ferita che mi trascino come un grande errore e questo mi fa tanto male al cuore! Seimila son le liriche perfette, con metrica e con rime sempre schiette ad attestare la mia propensione a questa indescrivibile passione! Per stare appresso alla letteratura ...ho preso una solenne fregatura! Le trame sulle cronache attuali trattate con dei versi naturali e tutti i personaggi della Storia descritti con l’onore e con la gloria, nonché le storie tutte al femminile narrate con la grazia e un certo stile per mettere la donna in primo piano ed onorarla per l’aspetto umano, facendone una sorta d’eroina, ma vittima dell’uomo che rovina il sesso ch’è il traguardo dell’amore, con gesti di violenza e pien d’orrore! Mi spiace lasciar tutto in questo modo, ci penso e dalla rabbia mi corrodo! Però, purtroppo, quando arriva l’ora dobbiamo andare dietro alla Signora con il vestito nero che ci guida all’ultima dimora e qui la sfida con il destino ... è così conclusa ..., la porta della morte resta chiusa ad attestar la fine della vita ch’è sempre stata squallida e sfiorita! La vita ci regala un’avventura che scorre senza alcuna forzatura fin quando arriva l’orrida Figura della Signora con la veste scura ...! ...Quel giorno, infine, che verrò cremato (il desiderio è scritto e confermato), di tutto ciò che ho fatto d’importante ... verrà spazzato via ... in un istante! .
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Scrivere decine di liriche ogni giorno sotto l'ispirazione e la passione per la poesia è un dono magico, ma quando tutto questo non riceve un minimo di attestazione o di simpatia, allora subentra nell'animo umano quell'amarezza di aver fatto qualcosa di inutile o di insano, in quanto tutti i miei libri restano abbandonati a se stessi, e qui in casa sono pieno di fogli e di volumi confezionati personalmente che mi guardano a testimonianza di tanti anni spesi per completarli, ma restano chiusi nelle loro pagine. Purtroppo è il ciclo naturale della vita, ne prendo atto!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (4)

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Adriana23 maggio 2016

niente è inutile, hai fatto qualcosa che ti è piaciuto, e i tuoi eredi sapranno conservare e prendere esempio dai tuoi scritti, che parlano di coraggio, per aver denunciato fatti sgradevoli e di amore e bontà per gli esseri umani. pregevole poesia!

Sara Acireale23 maggio 2016

Non è proprio così, si scrive per passione e qualcuno che apprezza c'è sempre. Anche quando non ci saremo più niente sarà disperso perché il seme che si è buttato, sono sicura che non è volato via col vento ma può produrre una bella pianta ramificata

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Antonio Terracciano23 maggio 2016

"Tutto è vanità", diceva Salomone, e l'uomo, a differenza degli altri animali, non saprebbe vivere senza una qualche forma di (vana) produzione artistica (dai disegni nelle grotte preistoriche ai grezzi monili che gli uomini primitivi realizzavano per se stessi e per le loro compagne, alle navi in bottiglia, ai lavori a uncinetto delle signore, alla produzione letteraria...) Sappiamo benissimo che tutto ciò è vano, che tutto sarà (prima o poi) cancellato, ma siamo altresì consapevoli che senza queste vanità non avremmo il diritto di distinguerci dagli altri animali.

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Adriano Lungosini23 maggio 2016

sono stato in dubbio se commentare questa poesia in quanto io, più giovane, non posso capire appieno lo stato d'animo nel quale l'autore si trova quando scrive questi versi pieni di sconforto e malinconia. Tuttavia desideravo esprimere la mia solidarietà ad un poeta che stimo particolarmente in questo sito. La sua poesia forse non entrerà nel "gotha" della letteratura italiana, ma qui non sono solo io ad apprezzarla. E una vita spesa a dare frutto a quello che si ha dentro, non è una vita sprecata. Le vite che finiscono dentro il sacco della spazzatura sono ben altre.