Ti chiamerò
Marea,
brezza estiva che si espande sul lido,
stella marina tra la sabbia,
medusa azzurra alla deriva.
Ti chiamerò pulcino implume,
metafora di donna appassionata
che si perde nel mio abbraccio.
Ti chiamerò voce nelle parole d'amore,
eternità nei momenti sospesi,
nei silenzi infiniti,
nel tempo antico che dispiega il suo fluire,
ancora melodia, amante, amica,
conforto e movimento radioso
di albe appena nate.
Vorrei ancora poterti dire amore,
parlarti di sogni e sangue tra radici,
narrarti l'elimo respiro che mi anima,
Il minoico sentire ancestrale
che si offre alla tua memoria.
Ti chiamerò essenza, amore, splendore,
stagione che scorre e intenerisce il mio volto,
madre antica oltre la vita,
ricordo perché mai tu possa dimenticarmi!
©
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L'autore
Eolo
Commenti (5)
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Antonella Garzonio27 maggio 2016
La marea assume le vesti di donna innamorata che si perde nelle braccia del Poeta, amante, amica, melodia... semplicemente amore.
e
emiliapoesie3927 maggio 2016
versi incantati d'amore colmi di passione che ravvisa nella marea la donna innamorata e si augura come la marea torni a lui... complimenti apprezzata...
carla composto27 maggio 2016
struggente lirica d'amore... non ci sono parole l'autore si esprime in versi intensi ricchi di passionalità...bellissime metafore il mio elogio ed apprezzamento...
Rosita Bottigliero27 maggio 2016
Bellezza di versi in parole d'ascolto. ... Ti chiamerò ... uno spazio del tempo.
Merlino28 maggio 2016
una dedica fluttuante tra la dolcezza delle gioie d'amore e la fatica della struggente, a volte, passione che delimita l'euforia dell'innamoramento dall'assmore vero. Bella prova




