Addio monti
giovanni bianchi
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E vado via, con gli occhi inclini al pianto,
seguendo la speranza di riuscire
a conquistare un po' di mondo, intanto,
lo sento ch'è difficile partire
lasciando un po' di me, é come schianto,
che qui, chi non fu mai, non può capire,
e che ti lascia senza fiato, affranto,
perché t'accorgi che più potrai sentire
il mormorio dell'acque dei torrenti
che se ne vanno, gai, giù per la china,
nè avvertire l'aria di mattina
che in cielo tocca lieve e fa contenti
i nembi a fare da cornice ai monti
e accarezzarli con amore pronti,
prima che il buio affronti,
un ultimo saluto da lontano,
sommessamente e con il cuore in mano.
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L'autore
giovanni bianchi
Commenti (1)
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Galante Arcangelo23 aprile 2018
Quanto incantano questi versi, lasciando al lettore la netta impressione di trovarsi sulla vetta di una cima, respirando, lentamente, quell’aria frizzantina, simile alla brezza che spira tra gli alberi! Il testo mi suggerisce pure una salita, così erta e faticosa, da far tornare alla mente qualcosa che ormai fa parte del passato e che si deve lasciare dietro alle proprie spalle, senza alcun tipo di rimpianto. L’ovattato silenzio è complice di tutto ciò, lasciando spazio, solamente, al verso acuto dell’anima del poeta, che salutando quei monti, vi ha perso qualcosa di sè. Una lettura intensa e ricca di spunti riflessivi.

