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Riflessioni 3 giugno 2016 · lettura 1 min · 638 letture

Oggi tuo figlio avrebbe ventuno anni

Roberto festa 33 poesie pubblicate
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quando ti chiudi nelle mani stanche di stendere sorrisi su un dolore e ti ritrai... con gli occhi, lievemente nell'angolo più adatto a ricordare diventi... crosta quasi ormai rafferma di un pane a cui togliesti la mollica usata per segnare la distanza fra i sogni andati a male e la tua vita e sembra che il tuo corpo si riposi nel vuoto che respira fra le trame di scialli come te fin troppo lisi e foto che ti guardano da un lume quasi emettendo un flebile vagito che si risente con un groppo in gola che amalgama a quel nome che hai perduto le sillabe dell'ultima parola passata fra i ricordi ad una ad una e poi sospesa ai petali d'un fiore chinati ad imprecare la fortuna sull'orlo rarefatto di un bicchiere
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Commenti (2)

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Mina Cappussi3 giugno 2016

La crosta quasi rafferma di un pane privato, anzi spogliato della mollica che Pollicino della nota fiaba usava per tracciare la strada. Qui il dolore struggente si articola in briciole di vita che si trascina stanca, ma anche nelle sillabe di un nome appese ai petali d'un fiore, perché è mormorato ogni attimo a fior di labbra, ma a pronunziarlo fa paura, quasi a rompere l'equilibrio instabile di una mancanza. Bella, dolorosa, ma capace di scavare dentro e la tua vita

Difficile riprendere la via quando la vita ti butta giù lasciando senza fiato, e ci si ferma a guardare gli anni passare ... è proprio quello la mente sempre si ripete ... oggi avrebbe 21 ... poi 30 ...poi 40 anni ...e via così, ma ciò a nulla serve, fa solo male ed allora è molto meglio onorare la vita pensando non alle cose tristi ma a quelle belle passate insieme ... poesia dolorosa e carica di struggimento.