Nascente oblio
zani carlo
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Ho salutato fuochi
dagl'occhi nascenti
nel grigior dello sgomento
d'una salvezza improvvisata
il defilarsi...
eppure limitato avevo
a favor del vento
quel che d'importante
trattenuto a lungo
definivo amore
fino a sorprendersi
malato immaginario
travolto da tempeste
ammorbanti
d'implacabile fiele...
a nulla è valsa resistenza
prigioniero in trincee
d'un rinascimento inconsistente
che mecenate fu alle spalle
di chi ultimo se ne accorse
e distese d'oppiacea illusione
pianse per sempre
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L'autore
zani carlo
Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba
Commenti (1)
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Anna Di Principe5 giugno 2016
Nulla si può fare di fronte all'implacabile disegno già costruito dalla sorte... nemmeno si possono arginare tempeste che travolgono in amore. Veritieri e sentiti versi che analizzano con profonda sensibilità la precarietà del vivere che molto spesso ostacola ciò che cerchiamo con tanto affanno. Grande realismo molto apprezzato.

