Salgado
Amanti eravamo
clandestini nel letto
allora abbiam detto
vietato il ”Ti amo”
usiamo ”Salgado”.
Così trasformammo
il nostro di amore
in un nome d'autore.
Di giorno, di notte
complici e felici
ovunque eravamo
Salgado urlavamo.
Il tempo passava
la neve cadeva
l'estate sorgeva
e Salgado appassiva.
Io
ignara del fatto
il destino compì un atto
libera
di amarti divenni
entusiasta, trepidante
con il cuore pulsante
da te venni.
Sudata, truccata
di nuovo vestita
entrando di corsa
gettando la borsa
l'ardore del grido
si trasformò in un
pallido sorriso
I tuoi occhi eloquenti
velenosi serpenti
Il tuo abbraccio mancato
un pugnale affilato
la tua bocca serrata
dolorosa frustata
due parole io dissi
Salgado... mio amado
ma Salgado era morto
lo capii dal tuo volto.
©
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Commenti (1)
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Mario Bugli21 settembre 2007
Bella questa poesia... amara ma vera... l'amore clandestino spesso non sopravvive alla conquistata libertà... ben strutturata e coinvolgente, anche le rime non guastano! Complimenti!
