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Riflessioni 5 giugno 2016 · lettura 1 min · 3353 letture

Distanze

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Si scansano e non guardano quello che intorno gira e, come funambolici fantasmi sono pieni d’ira. Non sanno che la vita è solo accoglienza, questione di cuore e, pur di testa. Lungimirante è chi non si fa contagiare da questa malattia causa di ogni male.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (6)

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Rosanna Peruzzi5 giugno 2016

L'ira che fa allontanare gli altri e non fa vedere nulla all'infuori di se stessi. Malattia che divora mente e cuore. Versi veri e sentiti

carla composto5 giugno 2016

l'ira appartiene a persone che non conoscono la parola amare... collerici rabbiosi un brutto sentimentio, che fa male... versi ben stilati e belli elogio al poeta per qusta bella opera

A

E' un peccato non saper godere della vita e di quanto di più bello essa ci ha dato, come l'amore che è dono e comprensione. L'ira impone "distanze", ma rende soli. Sentimenti espressi con spontanea semplicità e completezza unici, piaciuta.

picciro6 giugno 2016

Molto significativo l'appello del poeta a non lasciarsi raggirare e a non cadere nei luoghi comuni della conformità ma ragionare con la propria testa e secondo l'esercizio della coscienza! Molto incisivo l'uso di parole in questa bella composizione! I miei complimenti all'autore!

Angela Schembri8 giugno 2016

Un vivere con distanza dagli altri elargendo indifferenza, un essere pieni di rabbia e di superbia soffocando quelle parole, quei gesti dettati da un sano cuore ed una pensante mente, è un vivere malato o, meglio, un non vivere. Bella lirica profonda, vera e da monito per tutti gli animi. Complimenti!

Merlino8 giugno 2016

oggi, purtroppo, in una società individualistica come la nostra si pensa di poter fare da soli. L'autore ben mette in risalto, invece, l'essere sociale dell'uomo che senza l'altro è 'niente'. Gran bel lavoro