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Dialettali 5 giugno 2016 · lettura 1 min · 1765 letture

Làmpadas chi a disòra

L
Lia 828 poesie pubblicate
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Cantat Làmpadas nues e bentu cun boghe 'e mariposas e frina chi carignat frèmida 'e inìstra e muttos de rosas dinghiriàna dae 'irdes bentànas de alas briosas in fozas nottadas 'e lunas ladas ch'istèntu 'e umbras in lughe dimànat Lampadas c'àsulas a disòra, caglias dies isfiorìdas de passos incanìdos ch'indeòsant aterùe sonos e andèras: nessi un'iscutta, arrèssa su brotàre e iscùlta. E puru brotende, isculta. Traduzione dalla lingua sarda Giugno che inopportuno azzurri Canta Giugno nuvole e vento con voce di farfalle e brezza che carezza fermenti di ginestra e versi di rose cantilena da verdi finestre di gaiezza d'ali in foglie piane nottate di lune che indugio d'ombre poi dipanano in luce. Giugno che inopportuno azzurri fai silenzio su giorni sfioriti di passi brizzolati che altrove incelano suoni e sentieri: un momento, almeno, ferma lo sbocciare e ascolta. E anche sbocciando, ascolta
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Commenti (3)

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s
sergio garbellini9 giugno 2016

Una lirica profumata di bellezza naturale, versi melodiosi ricchi di poesia, un passare da un verso all'altro con l'armonia di un clima primaverile, molto particolareggiata con uno spunto di malinconia per evidenziare il momento poco propizio che l'animo non riesce ad ignorare. Apprezzata, complimenti all'autrice.

carla vercelli20 giugno 2016

Che meraviglia di poesia, come ci ha abituato la Poetessa! Descrizione di giugno così accorata e ricca di particolari, con una chiusa fantastica! Altro non so aggiungere a tanta Bellezza!

Antonio D’Auria30 giugno 2016

E’ il rivolgersi come a persona che torna agghindata e profumata (ogni anno) nella lingua dell’infanzia e in quella della cultura che rende prezioso il paesaggio leggero, quasi didascalico, di una sempre giovane estate contrapposto al tempo che ingrigisce l’uomo. Si vorrebbe fermasse ed ascoltasse. E’ poesia, signori!