”incanto”
Tirava la sua soma l’asinello
coi pomodori colti la mattina
Si andava piano su quella stradina
che ci portava al mercato del paesello.
Ore che io passavo a rimirare
Il fiumicello che scorreva lento,
il sole che saliva sul suo altare
tra i rami di quel bosco ”incanto”
Piccole fragoline dal sapore antico
more e lamponi cingevano la via,
lunghi filari d’alberi di fico
e l’uva e i cachi e tanta nostalgia.
Beveva l’asinello li.. alla fonte,
lo zio, in mezzo a quelle bancarelle
vendeva pomodori a tanta gente
di quel mercato pien di caramelle.
Io.. che guardavo l’asino e la gente
con rughe in faccia grosse come dita,
ora capisco ora mi torna in mente
che era un mondo pieno di fatica.
Tornando a casa quasi all’imbrunire
la soma all’asinello era cambiata
di sale, zucchero, farina e cioccolata
e una giornata da non dimenticare.
Portavo nella stalla l’asinello
poi raggiungevo nonna sulla porta,
lei mi accoglieva sempre col sorriso
e mi donava il latte appena munto
il pane fresco e un pezzo di prosciutto,
mi viene l’acquolina se ci penso.
Ma come faccio a non pensare a quel tempo
quando tutto sapea di genuino,
la vita mi è volata come un lampo,
dai vieni Bruno, pestiamo l’uva e ne facciam buon vino.
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Commenti (3)
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Rossodisera21 settembre 2007
non è una poesia... è un cortometraggio ricco di emozioni rese quasi favola dal tempo e dal ricordo, veramente molto bella! un incanto come riesci a trasmettere tutte queste sensazioni!
D
Daniele Piredda21 settembre 2007
Perfettamente d'accordo con Rossodisera sul cortometraggio. Ho sentito gli odori (e anche le puzze) , ho toccato la terra, ho assaporato la genuinità, ho rivissuto i momenti che, da bambino cittadino, amavo e trattengo da sempre nel cuore, quando andavo dagli zii nelle estati alla fine della scuola. Bellissima, senza esagerare.
Paolo Ursaia21 settembre 2007
Mi emozionano i tuoi versi... sono carichi di vita; anche volgendosi indietro, illumini il futuro

