La Morte ha bussato alla porta
La morte ha bussato alla porta
un mattino di primavera... presto.
Sul tavolo un calice di memorie smarrite
e quattro fiori in finta seta... cinese.
Tre bottiglie di birra, chiara...
mezza bottiglia di vino, e del pane di segale...
spicchi di cibo dimenticati...
forse donati a questo viaggiatore errante
da un Dio senza nome, e senza ragione.
Lacrime rosse sgocciolavano,
dal pane inzuppato, sulla tovaglia di plastica... blu.
Lei masticava piano, in silenzio...
e mi osservava con quei suoi occhi,
oscuri come una notte d'inverno,
infiniti come il gelo dello spazio profondo.
Arrotolai una sigaretta di tabacco biondo
con cartine stropicciate, ed un filtro rosicchiato...
aspettavo una parola, un gesto
forse l'eternità.
Mangiò il pane... bevve il resto del vino...
se ne andò com'era venuta
in silenzio... come un ombra furtiva.
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