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Ribellione 8 giugno 2016 · lettura 1 min · 2308 letture

Mosche!

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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In una sambuca, dell’anice la freschezza crea la mediterraneità l’italianità condivisa! Mani sporche di denaro corrotto e concusso, strozzati ed avviliti medi italiani dal nord al sud e... stringa ipocrita riduce d’ognun di noi quel girovita alla Jessica. Acre odore di miseria alla naftalina impregna antichi abiti di pensionati disillusi che... pensierosi, tornano a dimora con piccole sporte ad accudire quarantenni figli e nipoti aggiunti, tanto poi, come mosche, s’affoga tutti... in una sambuca.
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*****Ho rivisto alcune pubblicità della sambuca di tanti anni fa…è cambiato il gusto!***** Il nome Jessica si riferisce al personaggio dei cartoni Jessica Rabbit spesso preso in prestito dalle donne per identificarsi nel suo giro vita strettissimo. In questo caso parliamo d’altro.

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Luciano Capaldo
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Commenti (9)

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S
Stello8 giugno 2016

Penso che quel chicco nella sambuca trovi apparente ristoro, io lo mangio, noi tutti, andando avanti così. cosa troveremo??? Ben articolata questa denuncia- verità del nulla che vuol diventare sempre più imperante. il poeta a trattare questi temi.

Sara Acireale8 giugno 2016

È una ribellione giusta, sacrosanta questa del Poeta. È la verità: nonni con misere pensioni devono mantenere figli e nipoti. È una cosa che non si era mai verificata prima. Meno male che la sambuca con quel chicco dentro riesce a confortarci per un po'...

Pagu8 giugno 2016

Un ritratto del nostro tempo amaro e con poche speranze. Ha ragione il poeta a denunciare tutto questo, perché la povertà è in aumento e non vedo molte soluzioni. Ci sono i giovani, ma anche loro vedono il futuro "di nero vestito". Gran bel lavoro. Complimenti al poeta.

Anna Di Principe8 giugno 2016

Una denuncia condivisa sull'analisi che il Poeta fa sui nostri tempi di difficoltà economica. Da qualche hanno, infatti, abbiamo dovuto cambiare le nostre belle abitudini, che erano il sigillo dell'italianità. Assistiamo, come ben versifica il Nostro, ad una disoccupazione allarmante con genitori che devono dare sussistenza ai propri figli " sine die ".Molto apprezzata la simbologia del cicco di caffè nel bicchiere di sambuca, che fa parte di quelle piccole cose che non assaporiamo più. Complimenti per il contenuto e per lo stile incisivo .

zani carlo8 giugno 2016

Vere considerazioni... espresse tra la rassegnazione e l'umoristico... Ma assolutamente vere... per una nazione... amplierei il mondo... che fa delle nefandezze il proprio stato naturale...

Merlino8 giugno 2016

versi semplici e a tratti umoristici che però velano una grande sensibilità verso i problemi che affliggono il nostro tempo

Rosita Bottigliero8 giugno 2016

Bellissime considerazioni che lasciano meditare in un emisfero sospeso... bei versi

carla composto9 giugno 2016

un'amara constatazione sul vivere odierno sui problemi che incombono sulla nostra società... una senso di rabbia ed amarezza ... purtroppo riguarda tutti noi... elogio per il tema trattato

Angela Schembri9 giugno 2016

Versi che fanno rabbrividire la pelle per rabbia, che fanno stringere il cuore al pensiero di quelle persone anziane, disabili, dalla vita già resa impossibile dall'età e ancor più gravati dalla crisi, dalla corruzione per una meschinità di "uomini" che agiscono secondo il vangelo di un dio danaro, ancor più ignobile di loro, infangando se stessi ed il mondo, un mondo che piange, riempiendosi ogni giorno di più di tristezze. Piangonio i giovani, gli anziani e i bambini, piange la società. Un encomio a queste denunce. Complimenti!