Solitude
Patrizia Ensoli
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Hai attraversato la terra
divisa tra rondini e stelle e poi crateri
colpevole solo di vita.
Ti si addice il mare dove finiscono i moli
pesanti, imperturbabili si ritraggono alla corrente
- se solo osassi lasciarti andare.
Che vuoi che sia ripeti: questo rumore,
mentre sfiori velieri di ieri
e bagnata indovini le rotte raccogliendo le reti
una fitta al costato, poi taci
ripiegando in piccole vele, lacrime di luna.
Epicentro d’amore
proprio dentro al tuo sangue
lungo le ciglia silenziosa preziosa.
Di stella in stella, ti neghi e doni tempo al silenzio
così necessario, per abbracciarti alla tua " Solitude "
maternità perfetta che ti annega di piaghe.
©
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