"Ancora"
Stefano Drakul Canepa
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Qualcuno l’aveva detto
che il tempo non torna
e i giorni sarebbero volati
come vento fra le foglie
Qualche respiro è rimasto
nelle pareti della stanza
caldo come un presagio
di luce scura a primavera
Nessuno mi aveva detto
che il dolore è un fiume
appeso sulla pelle e attende
il vuoto degli anni per mutare
Le sue forme continuamente
fino a divenire un mare
e graffiare ancora i sogni
fra le pieghe delle ombre
Nelle cupe notti senza luna.
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Stefano Drakul Canepa
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