Avanti, su, togliamoci la maschera!
In quale mondo stiamo consumando
il breve tempo della nostra vita?
Su quale Terra stiamo camminando
se ad ogni passo s’apre una ferita?
E’ un mondo dove regna la violenza,
di tutti i tipi, anche sessuale,
laddove l’uomo, con la prepotenza,
si maschera da lurido animale!
Ci stiamo incamminando lentamente
nell’autodistruzione del pianeta,
facciam di tutto, in modo trasparente,
perché questa rovina ... sia completa!
Perché ci diam la zappa sopra ai piedi?
Ci piace procurarci sofferenza?
E così tramandiamo ai nostri eredi
soltanto ristrettezza e indifferenza!
Viviamo circa trentamila giorni
e in questo tempo che ci vien concesso,
in tutti questi splendidi soggiorni
pensiamo ... all’egoismo ed al successo!
La nostra vita è schiava del denaro,
guardiamo sempre all’orto del vicino
e con l’invidia e il senso dell’avaro
ci trasciniamo ai piedi del destino!
Il prossimo non merita rispetto?
E la violenza contro la natura?
Il nostro atteggiamento è assai scorretto
e la coscienza trema di paura!
Ci siamo mai guardati nello specchio
con gli occhi del perfetto osservatore,
al fine di sentire nell’orecchio
le critiche analitiche del cuore?
Chi più chi meno siamo in gran difetto,
perché pensiamo solo ... “al nostro mondo”,
un mondo personale assai ristretto,
dall’animo egoista e senza fondo!
A volte ci sentiamo onnipotenti,
padroni incontrastati della vita,
e, invece, siamo solo dipendenti
da Chi ci ha dato un’anima pulita!
Non ci illudiamo, siamo di passaggio,
per questo che dobbiam collaborare,
lasciando ai figli il nobile messaggio
che insieme ... si riesce a trionfare!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Wilobi10 giugno 2016
Minuziosa descrizione del cancro che avvolge il mondo e "pian piano" lo consuma. Il brutto è che la consapevolezza è di pochi. Molto condivisa. Complimenti