Bardo o viandante
Peppe Cassese
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Bardo o viandante
linfa del dio Omero
oppure fiore avvolto di mistero
fronda di Saffo il ghibellin fuggiasco
tra l’acque chiare di un confuso Orlando
il folle della mitica Zacinto
un cuore di soppiatto a piè sospinto
nel blues con Blaise e l’arabo profeta
più altri rami fronde del Parnaso
coi suoi marosi da cui sono invaso
nella certezza di un amore immenso
per dare a questa vita in parte un senso.
Poeta o giocoliere di parole
io reco solamente la ferita
che butta sangue in cerca dell’uscita
e rotola fremente col pilota
nel salto privo d’ali ad alta quota
nei vuoti programmati del mio cielo
dipinto a schizzi con l’antico zelo
ed erra nella valle del destino
tra sogni salta fossi e un re bambino.
Se brado se purista o surreale
o aliante nel gran vuoto del normale
non ha importanza
conta che la vena
sappia attuare rapide cabrate
sul mondo che abbisogna di sassate.
Se poi poeta non so dire quanto
né per fortuna mi dispero e intanto
io mi consumo e vivo di quel fuoco
che non si spegne mai e come un gioco
si accende dentro il petto e batte cassa
e con il dolce niente vaga e ingrassa.
E il tutto si traveste di poesia
e appena prende vita è nostalgia.
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Peppe Cassese
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