La soglia
Aprii quella porta
guardai le mani
tremanti nel buio
del cuore lacerato.
Il disordine era
disarmante.
Aprii gli occhi
su fiori appassiti.
Non avevo tempo
per raccoglierne freschi.
Il baratro era il confine.
Degenerata era l'anima
in volti scuri lì presenti.
Tutto era rovinato,
nel luogo dove
non ci tornai più.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli17 giugno 2016
Un verseggiare coinvolgente ed efficace... emozioni forti che toccano l'anima di chi legge... brava... le emozioni arrivano...
