Giugno
Abbandonando i tepori
di avvolgenti mantelli
vestendo di lino fuori
da panche con cappelli
di paglia al sole in mano
le spighe mature di grano.
C'è qualche fiore celato
tra foglia verde sicura
su fragile stelo adagiato
provvida e cara natura
dei prati immensi cuori
di appassiti ormai fiori.
I campi dorati con venti
ondeggia lieve la spiga
allo scirocco di silenti
il sudore di dura fatica
sibila il vocio di coloni
contano al cielo i covoni.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli17 giugno 2016
Un po' di creatività mancava... bei versi con rime indovinate e mai scritte a caso... originale e musicale... gradevolissima poesia...
