E una e una pure che piova
Una che pesci mediocri no e caffeina amara
ma dolce il tè e Mabel che è falba sui prati
- ah, avesse un flabello: un flabello sì, che fa idea
se convergenza è di mosche e sole in pieno giorno.
Una che ha respiri in qualche cosa - è sera -
profili di mattini rossi e bacche da soprassalti, verdi
- spremute di ortiche e more e sassi ma quello è il posto
se di generosa leggerezza di venti ed erbe. E'.
E una e una a sentire il silenzio dei merli
che dice tu virgola solo risillaba ché feconda.
Non come le trote sui sentieri, pure che piova. Va'.
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Commenti (3)
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Pasquale Rea17 giugno 2016
Particolare, in fondo la poesia tenta di suscitare emozioni o immagini, a me fa venire in mente la bellezza.
Anna6217 giugno 2016
C'è un messaggio che attiene la scrittura, a quel modo che sempre più spesso ne leggiamo quando si abusa della congiunzione (e), sovente fuori luogo, proprio "come le trote sui sentieri", che quand'anche piovesse non sarebbe mai fiume. Lia conosce bene le pause della poesia e sa ben qualificarle con l'uso della punteggiatura. Mirabile, come sempre, mai scontata, non "pesce mediocre", sempre controcorrente!
claudio coppini25 giugno 2016
ho provato a rileggerla a testa in giù...ti giunga il mio abbraccio, Lia

