Prima dell'ultimo respiro
Giorgia Spurio
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La perspicacia di un silenzio,
di un petalo che piove
da un sogno.
Ti ho rincorso con il cuore
tra i denti, con la pioggia
sui muscoli, svenendo tra la neve,
e tra i miei sporchi ululati
oltre i pini dormienti
e gli abeti in dormiveglia.
E ti ho voluto,
presunzione dei tuoi zigomi
di luce, argento che bagna
l’ambra e il grigio degli occhi,
oro pallido per le zanne del sole.
Ho corso oltre le madri bianche,
ho corso oltre le betulle
di cui si adornano le ninfe dimenticate
e senza denti,
oltre i licheni che rendono invisibili i bambini,
oltre i muschi che inebriano noi, i lupi.
E ho corso, oltre le palpebre chiuse
delle chiacchiere delle montagne,
oltre le valli sibilanti
dove riposano gli sposi delle vipere
regine del ghiaccio che si scioglie.
E mi sono fermato,
al dirupo del cielo dove al baratro
i suicidi degli angeli
sanguinano le radici.
E mi sono inchinato
prima dell’ultimo ululato.
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Giorgia Spurio
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