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Riflessioni 18 giugno 2016 · lettura 1 min · 2117 letture

Da"Le cygne'' di Charles Baudelaire

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Urli, mio Poeta piegato dalle ferite sotto il peso del dolore, sgomento annaspi nella lacerante nostalgia della "vecchia'' Parigi ...cantore degli sconfitti dei vinti degli esiliati dei disperati dei vagabondi dei miserabili ...dopotutto dall'animo come il tuo. Cantore del dramma dell'umanità inerme soggiogata afflitta da un mondo ipocrita corrotto degradato tra l'indifferenza dell'anonima folla, nessun spiraglio alla Redenzione!
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"Il cigno '' di Charles Baudelaire scritta nel 1852, l'anno in cui la vecchia Parigi stava cambiando a favore di un'urbanistica più moderna. Per il Poeta tale trasformazione fu un vero e proprio choc ...si sentiva un estraneo e quasi esiliato nella sua città tanto amata. "Il Cigno '' è un testo con immagini simboliche e figure che hanno in comune la perdita della propria terra.

L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (9)

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Rosita Bottigliero18 giugno 2016

un omaggio al grande poeta... versi dettati dal cuore scoprono la bellezza della sofferenza. molto apprezzata. elogio

carla composto18 giugno 2016

sofferente in una terra che non sentiva più sua... un cambiamento radicale che il poeta non é riuscito a superare... versi pregni di nostalgia... bellissima ed apprezzata dedica...

A
Antonio Terracciano18 giugno 2016

Chiaramente ed efficacemente la poetessa ci fa viaggiare, esplicitandolo anche in nota, nella mente di Baudelaire quando egli scrisse "Le Cygne" . Questa poesia è in realtà un atto di accusa contro il Secondo Impero, contro Napoleone III, contro il suo architetto Haussmann, un'accusa verso la quale si può non essere d'accordo (ed io non sono d'accordo; che cosa avrebbe scritto il buon Charles sulla Tour Eiffel, se fosse vissuto abbastanza - in fondo, avrebbe avuto solo 68 anni - per riuscire a vederla?), ma la poesia resta grandiosa, e dimostra (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che nella nostra arte la forma impeccabile (che Baudelaire, a costo di molti sforzi, sempre otteneva) è ben più importante del contenuto (opinabile) veicolato.

Sara Acireale18 giugno 2016

Un Grande Poeta Baudelaire, si può (come scrive Antonio Terracciano non essere d'accordo con il contenuto (che trovo mirabile) ma la forma è eccelsa... Penso che con metodo e studio si può ottenere una forma così nelle poesie ma non dobbiamo dimenticare che in LUI c'è tanta genialità, che non tutti possono avere. "Le cygne" è un'opera grandiosa e, per merito della Poetessa, sono andata a leggerla

Luciano Capaldo18 giugno 2016

Un lavoro che merita un plauso per la precisione con la quale, in pochissimi versi, la poetessa ha saputo ritrarre le caratteristiche letterarie ed umane di uno scrittore così grande che però non ha voluto adeguarsi alla corsa del tempo ed al cambiamento. Uno spirito ribelle e rassegnato al contempo ma che alla fine ha saputo ben rappresentare i più deboli, i più sofferenti, la maggior parte insomma. Che bella.

Giacomo Scimonelli19 giugno 2016

certo che intervenire dopo commenti così importanti e ricchi di contenuto è difficile... mi sento piccolo, piccolo e si rischierei solo una brutta figura... ma posso dire a voce alta che questa è una poesia che merita palcoscenici più vasti rispetto al nostro amato ''sito''...bellissima...

Pagu19 giugno 2016

Estranei nella propria città, quando intorno a noi tutto cambia e la mente ricorda la felicità del passato. La poetessa ricora un'immenso poeta con versi tanto intensi e precisi da suscitare grande ammirazione. Ottima interpretazione di un'opera che è un punto fondamentale. Complimenti.

S
Sabyr19 giugno 2016

Bellissimo ritratto della dannazione di un poeta da ricordare. Si respira quest'aria malinconica e decadente nei versi che seduce il lettore. Il mio plauso all'autrice.

Cristiano De Marchi19 giugno 2016

Lettura molto intensa e curata, attenta nel cogliere il "dramma" interiore del poeta... Un delicatissimo intervento nel ricordo di poeta e della "Poesia". Si aprono orizzonti splendidi degni di un profondo pensiero ove il ricordo e il drastico cambiamento alimentano la sensibilità dell'anima.