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Fiabe 3 dicembre 2005 · lettura 3 min · 1212 letture

Una notte o forse solo un sogno

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Shadow 11 poesie pubblicate
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notte, che notte! un tango in un'arena con un cavallo, un sogno nel sogno, una strega che non ricordo che facesse e poi ancora un sogno ho ballato...o forse...è lei che ha ballato per me.. era un cavallo..anzi..una cavalla...la cavalla più affascinante che avessi mai visto, criniera lunga..lunghissima..che scendeva su un fianco...capelli neri neri come una pietra, lei aveva un colorito marrone, quale marrone non so dire, ma non troppo scuro nè troppo chiaro. ha incominciato a danzare con me...o ..meglio ..intorno a me..toccandomi ogni tanto..avevo come l'impressione che fossimo al centro di un'arena..una di quelle arene dove fanno le corride...ma di più non ricordo. insomma..balla balla...avrà ballato per più di un quarto d'ora...avresti mai detto che una cavalla potesse avere dei movimenti così aggraziati? era come una fata...una cavalla con delle ali da fata che le rendevano fluidi e dolci tutti i suoi passi. una cavalla che danzava..con un velo rosso...e la sua fluente criniera che danzava con lei, ora a destra ora a sinistra ..e le copriva ora un'occhio ora l'altro. una cavalla sensuale. assurdo a dirsi...assurdo a pensarlo...ma è possibile. io l'ho vissuto quindi è possibile. e dopo passi che non esistono, giravolte e continui movimenti che ancora non riesco a spiegarmi..all'improvviso si è fermata...sotto uno scrioscio di applausi...--allora c'era qualcuno. e in quel momento, mentre volava giù nella pista una rosa rosso fuoco, l'ho guardata fissa negli occhi.....lei si girava intorno come se già sapesse di aver fatto un gran spettacolo, fino a che, i suoi occhi s'incrociarono con i miei. incominciò a venirmi incontro; io l'applaudevo lentamente guardandola negli occhi ...molto più lentamente di come si dovrebbe applaudire, ma ogni battito di mano era fortemente sentito. passo dopo passo arrivò a pochi metri da me. ok. era una donna. una donna?..si. aveva i capelli castani e la pelle chiara, minuta,non molto alta, e portava una rosa in mano, o forse un fiore tra i capelli. avrei dovuto esser senza parole ed invece tutto aveva una sua logica...tutto era chiaro. ero a mio agio. e tranquillo, senza alcun imbarazzo, incominciai la mia di danza, quella degli sguardi. incominciammo a girare, uno intorno l'altro, mentre tutto il resto era sparito come nel nulla. tutti gli spettatori acclamanti finiti in un angolo della memoria da rimuovere al più presto. eravamo solo io, e lei, la donna cavallo, impegnati in una intrigante danza senza musica, in giravolte e impennate, senza mai distogliere lo sguardo uno dall'altra...girare ..girare....girare....e ancora...io e lei. magia che le parole male possono interpretare, magia di una danza fatata e di un'essere magico che mi ha scelto per una notte, magia di un sogno che è svanito al mattino, ma mi ha lasciato un pezzo di se nella memoria, nascosto tra un cespuglio e un ciuffo di capelli.
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