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Fiabe 19 giugno 2016 · lettura 4 min · 1302 letture

Storia dei Frammenti romantici di Quatre Bras

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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«E io per sempre tua!»... Èrano i dolci sussurri che lì, in sulla via del Tëàtro, si ùdivano, lì, tra il passàr delle carrozze e di un cocchio, e dei galantùomini e di dame, mentre la Luna alluminava tetra le vie e i pòrtici e i marmi di Parigi, quando le ore venìvano battute dagli stivali e dalle ronde incògnite. «E io per sempre tua!»... Così due ombre passeggiàvano inquiete, quasi tenèndosi a braccetto, e strette le destre in un abbraccio lieve, come un soffio di invisìbile sciròcco, guardàndosi leggere agli occhi mesti che fuggendo cercàvansi gli ùn, con gli altri: un uomo e una donna, entrambi giòvini, che tornàvano da un concerto, a marzo... egli nervosamente alzando il volto, di pochi detti, e tìmido nel dìr, ella lì sorridendo allegramente al nervosismo suo, e aggiustando casto il suo merlato fazzoletto al seno. «E io per sempre tua!»... finché non risuonò un eterno addio. «Ricòrdami, su’, nelle tue ansie lèttere, pensa alla tua Marguerite; e poi scrìvile una volta ogni mese! Sàmuel! Sàmuel! Addio, per sempre!». Èrano giunti a un molo sulla Senna, ed ei piangeva, commosso e disfatto, staccàndosi dal lieve abbraccio e andando verso una cimba; e per nascòndere il pianto non ebbe l’ardimento di dàr un fresco bacio alla fanciulla che lo vide allòr svanìr tra le oidi, dove lo attendeva un rematore. E per sempre ei scomparve. Sàmuel John Tàylor, galantuomo inglese, la aveva conosciuta a un ballo per il ritornato Borbone, durante un’ambasciata nel nome di re Giorgio. Brindò per lei, danzò con lei... si conòbbero, e tanto frequentàrono per giorni e settimane i parchi, i balli, i medèsmi concerti... insieme... e crebbe... e crebbe in lòr l’Amore. Ma ora che ne era? Il Corso ritornava e baldo e infame, e a nuove guerre già si preparava. Sàmuel John Tàylor, galantuomo inglese, fu ora arruolato come un colonnello dei fùlgidi Dragoni d’Inghilterra, e con la guerra pensò soffocàr questo Amore impossibile. Suonò la càrica, e i Dragoni urtarono gli Ùssari delle scolte della Francia. Sàmuel John vide che incontro un guerriero gli veniva, e baldante galoppò verso di questi, con folto cimiero; e la sua spada al cielo scintillò, e tra le pozze del tristo sentiero, e ognuno dei due acciari si toccò più di una volta, finché l’empia Sorte non decretò per entrambi la Morte. Cadeva il vèspero, sui campi immani stàvano inermi tanti cadàveri, giovìni vani pasto pe’ i vermi. I morti urlàvano muti tra il sangue, e tra le bave, e singhiozzàvano dal labbro esangue bestemmie ignave. Con il cimiero a terra e lì slegato, e con il ventre squarciato e trafitto e con occhi più che mai disperati morto giaceva Sàmuel. Vicino a lui eternamente dormiva l’Ùssaro disfidato. Udèndolo gridàr Sàmuel gli tolse l’elmo, e pria di morìr... oh crudèl Fato! Marguerite! Marguerite! La sua fanciulla amata! Èbbero appena il tempo di abbracciàrsi, e di scambiàrsi un bacio; per morìr insieme... stretti, lì... avvinti e baciati, dopo... èssersi strappata la Vita per un Sogno di Amore.
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Si tratta di un Poemetto frammentato in Memoria della Battaglia di Waterloo avvenuta duecento e uno anni fa, in data 18 Giugno 1815

L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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E' meglio passare la Manica per esperienze romantiche, che non per far del male a sé stessi ed agli altri per battaglie evitabili. Se uno è còrso lo si lascia correre.