Bojano fotopoesia
Mina Cappussi
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Grigio grigio, diafano e grigio
il cielo
lacerato da un campanile.
Una bici all’angolo della piazza
sulla pubblicità di Corredando,
tre panchine verso i Pentri
ognuna col suo bottino di anime
viaggiatori- in- attesa- nel- fresco- mattino
chiusi in solitarie- esistenze- disarmoniche.
Vuoto il sagrato black square,
la Cattedrale nascosta dalla nebbia
che sale al Matese
con mani- di- umido- tocco.
Un uomo cammina svelto
sotto la Farmacia Centrale
nelle mani un sacchetto azzurro
che scolora la scena.
Pullman- studenti
cane- randagio
tricolore- penzola
al monumento ai caduti.
Manifesti- funebri- triste- annuncio
fanno parte dell’arredo
ins- Anna- Brunetti ci ha lasciato
la dipartita di Salvatore Tavone.
Vita- e- morte- d’un- mattino- autunnale
arrivi- partenze- addii
quattro chiacchiere al bar.
Aspettando il sole
Bojano si sveglia
la nebbia corre
il giorno sta per arrivare.
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L'autore
Mina Cappussi
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano21 giugno 2016
E' questa, per ammissione dell'autrice stessa in nota, una composizione "fredda, distaccata, senza emozione", che troverà forse pochi estimatori tra coloro i quali ricercano solo il sentimento in una poesia, ma che io invece apprezzo parecchio, perché il poeta deve anche sapere indossare (come i romanzieri francesi del "Nouveau roman") talvolta i panni di un fotografo che, con le parole, ci propone uno spaccato della realtà così come essa si presenta sotto i suoi occhi (e in questo caso è uno scorcio di una deliziosa cittadina situata sul versante molisano del Matese, in una zona suggestiva che meriterebbe di essere maggiormente conosciuta) .
