Spigolature
Grazia Longo
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Piano, piano,
scende giù denso,
sussurrando appena,
questo nettare di cielo.
Bisbiglia, tra le foglie
turgide d'avvenire,
sommesso pianto.
Liquescente attesa
di gocce, come fossero dita,
a cantar lievi carezze,
e labbra, a suonar dolci baci,
sulla pelle delle foglie,
nelle pieghe e negli anfratti ...
In tumultuosa anima,
con la sua lama affilata,
s'insinua il silenzio.
Senza attesa
diventa deserto, il cuore,
in cui si rincorrono invano
echi d'altre stagioni.
Gemono, le bionde messi,
sotto la falce amica,
mentre i papaveri
sparpagliano inutilmente
i rutilanti petali
tra le zolle avare ...
Da lontano arriva,
a fiotti,
come una nenia infinita,
il canto antico
della marina onda.
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Grazia Longo
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