Stanze imperfette
Gianluca Regondi
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Rimangono in un velo triste
i tuoi occhi in quel tempo
del mattino senz’anima
che l’anima chiede
come se fossero stanze imperfette
la realtà e il sogno, il desiderio
e ancora la realtà che accade
senza quel preciso destino
senza quei volti da incontrare
come se tutto l’amore dato
fosse solo un grido soffocato
in quelle timide quattro mura
Rimangono sfocate le immagini
dei ricordi affidati alle mani
del vecchio che diventerai
come se la presenza fosse
un viaggio nel ritorno dell’assenza
come se alla fine di ogni respiro
la tua anima fosse solo un calcolo
una formula algebrica
o una porta chiusa per sempre
nella credenza mistica di un dio
perso nei meandri infiniti di un cielo
fattosi nemico così all’improvviso
No non ci saranno più altre parole
oltre quel confine incontrato
non ci saranno uomini buoni
donne da amare e figli da sfamare
come se alla fine di un viaggio
la sola musica ricordata fosse
l’abbandono dei deboli
e dei pazzi perseguitati
sulla scogliera bianca
di questa cruenta tragica visione
che continua e che esiste con te
©
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L'autore
Gianluca Regondi
Gianluca Regondi è nato a Milano il 16/9/1959, da poco più di due anni ha trovato "il coraggio delle parole". Anche se scrive da sempre. Associa alle sue opere anche le sue fotografie (l’altra vera passione sempre tenuta sopita) PUBBLICAZIONI - "Giorni di panna: il Viaggio" - Rupe Mutevole Edizioni (2010) - "Ind
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