Emigrante
FedericoCalderone
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Profonde acque
hai solcato,
per un meraviglioso sogno
da tempo accarezzato.
Lasciasti,
miseria e orrore,
nella speranza
di un mondo migliore
Davvero alto
è il prezzo che hai pagato...
Lavoro malpagato.
Rifugio degradato.
Deriso, umiliato, malmenato
dellla tua dignità calpestato.
Nelle acque gelide,
ti sei inabissato.
Rifiutato,
ancor prima
che il tuo piede
avessi posato.
No, non è il sogno
nel cuor tuo accarezzato
Chi ha sbagliato,
dal cielo verrà giudicato.
Questo è il grido dell’Emigrato.
©
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L'autore
FedericoCalderone
Commenti (1)
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Sara Acireale26 giugno 2016
In questi versi musicali e molto ben rimati il bravo Poeta esprime tutta la sofferenza dei migranti che scappano da guerra e orrore per venire da noi e poi (dopo avere attraversato varie peripezie) vengono trattati con indifferenza, a volte con molto egoismo. Si ha paura del migrante: paura che tolga il lavoro, che combini qualcosa di illecito, viene "giudicato" a priori. Questo è pregiudizio, cioè giudizio dato senza la dovuta conoscenza ed è alimentato da populisti senza scrupoli. E se provassimo, per un attimo, a provare empatia a pensare di "essere al loro posto". E se "gli altri" fossimo noi? Penso che ci piacerebbe essere considerati, capiti, accolti, aiutati. Bene, facciamo tutto questo per questi fratelli sfortunati.

