All'alba
quando la notte
inizia a schiarirsi, dietro i monti
grida di gabbiani tappezzano il mattino
chiamano
plumbee nubi celate dal trine
che imbianca l'orizzonte
impazienti
d'esser sospinte da traiettorie disegnate dal vento
aizzano, onde fatte cavalloni
orlate di salsedine e burrasca
rotolano su tuoni premonitori
fino al borgo immerso nel rito mattutino
della focaccia in sposa col bianco levantino
refoli impertinenti e scrosci ferali
s'avventano
su ingobbiti gozzi, incolpevoli siepi di pittosporo
e qualche coraggioso
senza ombrello...
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