Ninna nanna
Maria Grazia Vai
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C’è uno lembo sottile di malinconia
che cresce a dismisura lungo i fianchi della parola
E silenzioso s’inabissa
e mi riveste della sua schiumosa essenza
Da quale profondità saprò -mai
allontanare quel nero pallore
che fluttuava nervoso tra i rovi e le vene dell’ultimo fiato
Come potrò allontanarmi dalla sua lingua spezzata
prima che rauco
si faccia l’addio più poetico
e dolce?
L’ inverno che mi colora chi occhi
si fa rumore greve
e stinge la riva di un sogno
disseminando i petali
di una vecchia canzone d’amore,
l’ultima concessa da quel flebile sole
che illuminava le croci
sul muro
tra un andirivieni di pianti e gladioli
che adesso, si fa memoria
Oltre le ciglia di un giorno -che morendo,
ci serra l’ombra e -p i a n o,
si allontana...
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Giorgia Spurio14 luglio 2016
sempre meravigliosa. catturi. ho sentito questa malinconia, mi ha preso per mano con quel suo nero pallore e mi ha portato nella sua profondità, fredda e nervosa, e ho sentito la sua lingua spezzata... ho visto anche il colore dell'inverno... ogni verso dipinge con reali colori e sensazioni, ogni verso è un angolo di figure e immagini, di storie, di anelli, di perle di una collana... tutto è ben incatenato... fino alla fine... la fine del giorno, lui che chiude le ciglia, e si allontana, piano... e la poesia segue il suo ritmo... un giorno che nasce con la frenesia per poi lasciarci lentamente... un giorno che rimarrà pur sempre eterno nella Memoria, che sia nostra o che appartenga ad altri.

