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Riflessioni 28 giugno 2016 · lettura 1 min · 1942 letture

Oratione

Merlino 125 poesie pubblicate
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Lasciami ora riposare, perché io possa abbandonare il rancore e il peso che l’Eterno m’ha donato, -non rifiuterò ancora la mia nemesi- Forse adagerò i miei piedi nel catino di lacrime versate e ne suggero l’aroma per ricordare. Mirai lo sguardo stupito di quelle donne: -avevo già risposto ai loro quesiti. Il mio volto si fonda con lo spasmo del mondo e i miei occhi esplodono in un silenzio urlante tutto lo stupore per l’uomo che muore per mano d’un egoismo antropofago. Io sono fragile, nel mio essere finito e fuggo l’onnipotenza assassina rubando miseria per farne corona. Lasciami ora riposare e abdicherò a tuo favore per farti monarca.
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« Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente. Il Poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi. » (A. Rimbaud) Con il peso di tutte le brutture del mondo addosso, immaginarsi un altro sé per farsi coraggio, per andare avanti nella lotto contro la distruzione dell'uomo.

L'autore
Merlino
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Commenti (4)

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Luciano Capaldo28 giugno 2016

Siamo esseri conformi ed uniformi. Indossiamo un abito, lo stesso, tutti. Forse, come dice bene l'autore nella sua nota, bisogna sdoppiarsi ed elevarsi per osservare, operare e correggere. Sarà salvezza o chimera! molto apprezzata. Un verbo talentuoso ed una forma evocativa ...rassicurante. Complimenti

Giacomo Scimonelli28 giugno 2016

La poesia evidenzia la personalità dell'Autore. Versi figli di sensibilità non comune e di un'anima che non si rassegna davanti le cattiverie gratuite di cui l'uomo si macchia. Condivido la profonda riflessione dell'Autore così come la nota alla poesia. Versi efficaci che lasciano il segno.

Triste28 giugno 2016

Il mondo, questo nostro mondo, dove l'uomo, a dispetto della storia nulla ha imparato, continua a tormentare chiunque non si arrenda al male, all'odio e al brutto che ci circonda. L'impulso sarebbe quello di "riposare" per cancellare tutto o continuare a guardare con sgomento l'uomo che muore... Ma ci si scopre fragili e piccoli, a volte si sceglie il rancore, altre la paura, a volte ci si impone di essere diversi, altre ancora si sceglie la preghiera in Colui che tutto può. Intensa.

Pagu28 giugno 2016

Una riflessione intensa scritta con sentita profondità. Come sopportare tutto questo? Cambiare se stessi o quello che ci circonda? Il poeta dà voce ai pensieri e ne esce un ritratto coivolgente e incisivo. Ottima struttura e stile.