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Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giacomo Scimonelli
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Introspezione 28 giugno 2016 · lettura 1 min · 8819 letture

L’ Intruso

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Abbraccia il mar la collina distesa verde azzurra tra cielo terso e acqua cristallina. Sull’incantevole paesaggio lo sguardo mio si posa s’acquieta insegue tenero connubio ma non trova le parole... -coscienza smembrata non ha voce- Brandelli d’anima prendono il volo l’Io confuso ascolta silenzio intorno non consola... Un gabbiano si tuffa la speranza l’accoglie intenso amor senza misura dove l’onda risuona e mio cuor stona... - lacrima rassegnata ritorna - piccolo e invisibile cerco riparo troppa luce mi confonde temo l’emozione... - soave pace non m’appartiene - Stride l’ennesimo canto senza vergogna m’abbandono abbasso la testa e piango...
#Tristezza#Anima#Piangere#Malinconia#Solitudine
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Capita di non sentirsi accettati dalla vita. Sentirsi ospiti sarebbe un successo, ma sentirsi come degli Intrusi è una sensazione terribile... un semplice sfogo ogni tanto serve...

L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Legittimo sfogo, umanamente comprensibile! (Galante Arcangelo)

Avevo già nel 2016 commentato nella bacheca, (Ela Gentile)

ma è stato cancellato ed ho riletto con piacere. (Ela Gentile)

Confermo la bellezza e sensibilità del testo... (Ela Gentile)

e apprezzo. Un abbraccio e un Giacomo! (Ela Gentile)

Commenti (20)

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A
Anna Maria Feliciotto28 giugno 2016

paesaggi suggestivi per un tormento interiore la cui sofferenza è descritta in modo palpabile. Sfogo ben riuscito, il mio plauso.

Anna Rossi28 giugno 2016

Poesia toccante e sentita nel profondo, versi laceranti di un animo che non trova pace nemmeno di fronte alla bellezza di un paesaggio, di chi sente che questa vita non gli appartiene, troppe le delusioni e i tormenti... una lirica che coinvolge il lettore soprattutto se condivide lo stesso stato d'animo. Complimenti al poeta che riesce sempre ad emozionare e a trasmettere sensazioni comuni-

Maria Luisa Bandiera28 giugno 2016

Veramente toccante questo bel verseggiare del bravo autore che ci porta per mano nei sentieri del suo mondo interiore e ci accompagna nel suo sentire con una musicalità che fa scorrere la lettura di questa poesia come in un racconto tradotto in versi.

Sara Acireale28 giugno 2016

Un paesaggio da favola non riesce a calmare il travaglio interiore del Poeta. Quando ci si sente intrusi in una società indifferente, è devastante per l'anima. Si cammina in mezzo alla folla e ci sente soli perché non si viene considerati. Lirica suggestiva e coinvolgente com'è nello stile dell'autore.

L'anima tormentata cerca rifugio nella bellezza e nella profondità della natura, la sola che trasmette il senso di dolcezza e certezza di eternità. Colui che sente dentro di sé il mare grande ed infinito, difficilmente troverà pace nella società, più incline a distruggere che a donare, da qui, il senso di frustrazione del poeta.

S
Stello28 giugno 2016

La sofferenza di una interiorità che, capita, si senta estranea alla vita ma è essa stessa vita. Dopo la salita ci sarà, certo, una pianura ed il tormento lascerà il passo alla tranquillità interiore, ne sono certo. Grandissima prova dove il mettersi a nudo è segno di profonda umanità. , i miei complimenti.

carla composto28 giugno 2016

un connubio tra mare e cielo ...un osservare la grandezza della natura ...versi toccanti d'intensà ricchi d'introspezione, che si lasciano leggere coinvolgendo il lettore... sentirsi intrusi, purtroppo ...accade... il mio elogio al bravo poeta

Luciano Capaldo28 giugno 2016

Un semplice sfogo, recita la nota dell'autore! Io trovo incantevoli questi versi il cui preludio è già poesia offerta nell'immagine di una collina che abbraccia il mare e tutto il paesaggio intorno offre la grandiosità di una natura ricca e prodiga mentre capita che ci si possa sentire soli, intrusi. Bellissima sensazione. Una lirica musicalmente evocativa e che andrebbe letta più volte per scoprirne ancora più la vis del poeta. Semplicemente bella.

Merlino28 giugno 2016

chi ha animo sensibile come tutti quelli che scrivono almeno una volta nella vita hanno provato questa sensazione, spesso questo sentire ci accompagna tutta la vita, che pone il soggetto in una sorte di inadeguatezza allo stare su questo mondo. L'autore esprime questa sensazione senza rabbia, con pacatezza e dolcezza, pur in una sorta di risentimento pacato, gran bel lavoro

Pino Gaudino28 giugno 2016

incantevole fuga verso una natura che può accogliere i nostri bisogni, trovarsi e avere la sensazione di essere soli nella vita che portiamo avanti è la peggior cosa che può capitare ad un essere umano, Giacomo con la sua sensibilità coglie in questa lirica tutte le più profonde sfumature di un dolore che pian piano invade l'anima di chi lo prova, bravo complimenti

Pagu28 giugno 2016

Stranieri alla vita, a noi stessi, agli altri che non donano un sorriso o un rapido sguardo. Il poeta sembra scrivere con l'anima, o, forse, con un cuore spesso malato di sofferenza. Però tutto passa e la poesia può regalare un raggio di sole. Ottimo testo.

Anna Di Principe28 giugno 2016

Già dai versi incipitari si avverte una profonda sensibilità a cui sussegue una lacerazione dell'anima che trova la sua esternazione di fronte al mare. Il nostro Giacomo è tra i pochissimi Poeti che crea Poesia catartica, perché esprime il suo intimo dolore ed è sempre se stesso. Il suo è uno stato d'animo che coinvolge così come le stupende immagini che versifica ...il mio apprezzamento per un lessico vivido e chiaro che prende per mano il lettore. Chapeau!

Melina Licata28 giugno 2016

Il pianto non è segno di debolezza ma di profonda sensibilità... Cerca pace l'anima, dentro la quiete di un paesaggio quasi surreale, ma il silenzio che lo circonda è fuori dal suo mondo, che invece è rassegnato a seguire la tristezza ed i moti del cuore...

Giovanni Ghione29 giugno 2016

Questa profonda e reale introspezione che qui il bravo Poeta cita come uno sfogo, è motivo (a mio parere) di riflessione sociale. Quanti intrusi tra gli emarginati, i disadattati, coloro a cui una fragile psiche non ha retto ai marosi della vita. Svariati motivi hanno escluso persone valide dall'attività, per incomprensione, per egoismo, per indifferenza e altro. Un sincero Plauso per il tema sollevato e validamente affrontato. Fiocco!

Paola Galli12 agosto 2016

quanta malinconia e tristezza in questi versi, ispirati da un mare che infonde nostalgia! a volte la vita si manifesta in tutta la sua durezza e nelle nostre mille solitudini ci sentiamo persi ed intrusi in questo pianeta! ma in fondo al cuore resta sempre un filo di speranza!

Berta Biagini22 ottobre 2016

Eccome vola via la sofferenza quando ci fanno sentire degli estranei – quando l’essere presenti in certi contesti rende la nostra presenza non accettata - un sentire che corrode, dove non riusciamo a trovare via d’uscita se non quella di mangiarsi le unghie anche solo con il pensiero – purtroppo uno sfogo inutile che niente cambia – tanta la forza onde non impazzire e commettere l’irrimediabile.

Piu'che un intruso, l'uomo di questa poesia è qualcuno che prende contatto con l'autenticità del sé: la bellezza è esperienza per l'umano cuore! Complimenti!

Marinella Fois25 ottobre 2016

Spesso, non prestiamo orecchi alla natura, ma questa lirica, descritta con sentimento, non solo è recepita dall'autore, ma anche dal lettore... miscuglio di emozioni coinvolgono! Grazie.

Rosanna Peruzzi26 ottobre 2016

Non penso che il rifugiarsi in un angolo e sfogarsi anche perché no, con il pianto, sia un sentirsi "intrusi" in questo mondo, ma semplicemente è un prendere confidenza con il lato più sensibile e umano del proprio essere, far emergere quel lato fragile che ognuno ha ma che pochi hanno il coraggio di far vedere. Poi sicuramente c'è chi riuscirà a cogliere quello che l'autore ha dentro e a non farlo più sentire escluso ma parte della propria vita. Versi sensibili e sinceri

Ela Gentile25 aprile 2018

Intenso momento introspettivo in cui il poeta confessa di sentirsi come intruso nella sua stessa vita. Comprensibile quando il morale è a terra e le delusioni son tante, quando l’amore ti disillude e, nonostante tu non voglia, ricompaiono le lacrime come segno del tuo star male. Versi che coinvolgono il lettore perché credo che molti, compresa me stessa, attraversano momenti "no", momenti di scoramento e di rassegnazione. E’ la sensibilità personale che, alla fine, porta l’animo a soffrire ed a raccontarsi con sincerità e abbandono. Apprezzo molto quanto scrive il poeta e condivido.