Spari

S'ode passare, dalla terra alla muraglia
un filo d'erba, esile, in cammino
e l'avverto in me, il pianto, l'ipotesi ora fitta
d'altre vite.
Rimbombano ora, più lontani
i colpi di mortaio, forse
da qui passerà la morte, e oltre, le colline
vicino ai rovi e le ginestre, come stanco
cade unico, l'attimo di luce piena
o di follia.
E mi appartengo, qui e oltre
oltre, ogni mio confine.
.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Merlino28 giugno 2016
la poesia, un poeta che ci riporta spesso a quel decadentismo che abbiamo amato e che amiamo ancora, complimenti
