La voce saggia della mia coscienza
Da tempo sto pensando al suicidio,
ma c’è un cavillo che mi assilla il cuore,
un lento, inopportuno, stillicidio
che spinge la coscienza nel terrore!
Ovvero di non dar soddisfazione
a chi m’ha giudicato incompetente,
privato d’ogni minima ragione,
un uomo chiuso, fragile e indolente!
Sicuramente per il mio decesso
in molti salteranno dalla gioia
e per dar sfogo all’odio lor represso,
...aspettano soltanto che io muoia!
Qualcuno piangerà sinceramente,
perché mi ha conosciuto nel profondo
e m’ha apprezzato molto intensamente
per serietà e l’animo fecondo.
Però nel corso della nostra vita
si fanno incontri poco fortunati
con qualche personaggio parassita
che mira a dei vantaggi prefissati.
Ma muoversi in cotanta baraonda,
si vive male, ci si sente offesi,
si perde l’efficace trebisonda
e si ragiona con i nervi tesi!
Ed oltre a ciò si deve sopportare
la crisi ed i problemi di lavoro,
i soldi che ci fanno disperare
per vivere in un modico decoro.
Non parlo poi di quel che avviene in alto:
politica di scandali sfarzosi
e sempre pronta a rinnovar l’assalto
per occupare i “posti appetitosi”.
In questo tourbillon di cambiamenti
il cittadino vien dimenticato
è solo sottoposto ai pagamenti
di tasse e ticket, tutto anticipato!
Mi son stancato d’essere soggetto
a questo manicomio collettivo,
in cui nessuno merita rispetto
perché portato al bene soggettivo!
Ma c’è un motivo che mi tiene in vita
rendendo profumata l’esistenza,
m’attira come intensa calamita
e muove i fili della mia coscienza.
Durante la mia vita in questo mondo
ho scritto cinquemila poesie,
create con lo spirito giocondo
e in preda a consistenti fantasie.
Non ho composto nulla di sublime,
io scrivo per istinto naturale,
perché la poesia è quel ch’esprime
la nostra sensazione personale.
...Ma sento la coscienza che mi dice:
“Non darla vinta ai tanti detrattori,
difendi il tuo passato e sii felice,
sei sempre stato pieno di valori!
Non pensi ai figli ed alla tua consorte?
E non si vive solo per se stessi!
Non puoi usar violenza sulla morte
se i suoi editti non son ancor trasmessi! ”
... La mia coscienza ... m’ha colpito forte,
ho percepito un brivido alla schiena!
...Rinnego i miei propositi di morte
...e miro a un’esistenza più serena!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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