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Riflessioni 2 luglio 2016 · lettura 1 min · 4062 letture

Salvataggio di una poesia

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Era rimasta lì, dentro un cassetto, per anni ed anni, alquanto trascurata dall’autore, che in essa un po’ un difetto aveva scorto, qualche inadeguata parola che precario tutto il resto apparire faceva (la poesia è manufatto nobile, che un gesto inadatto costringe a buttar via) . Quasi per caso, aprendo un dì il cassetto, rilegge quel poeta la poesia, ed improvvisamente dal suo petto esce nuova parola (per magia) che va a prendere il posto dell’ingrata sorella che per anni assai abusato aveva del contesto: ora salvata è l’opera, e l’autore rincuorato!
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Non raramente il poeta non se la sente di pubblicare una sua opera quando si accorge che magari una sola parola non è adeguata; a volte, anche dopo anni, ecco che, rileggendo quella sua poesia, la parola giusta finalmente gli si presenta, quasi per incantesimo! P . S . (autocritica preventiva) La poesia è appesantita da troppi "che" (cinque!); nonostante tutta la buona volontà, non sono riuscito a ridurli.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Franca Merighi2 luglio 2016

La poesia è molto simpatica, nonostante i "che" auto denunciati dal autore e che altrimenti non avrei notato... ma, mi rimane una grande curiosità, dove è andata a finire la poesia trovata nel cassetto? la famosa parola è uscita come d'incanto, e... vorrei tanto conoscerla!

Luisa Molinari2 luglio 2016

Quando una poesia è bella e piena di significato le eventuali imperfezioni passano in secondo piano. Questa è molto bella, i miei complimenti e saluti!

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romeo cantoni2 luglio 2016

...La Poetessa d cui sopra mi ha preceduto... Anch'io sono assai curioso di leggere codesta poesia dimenticata nel cassetto...; scrivere bravo al Poeta è pleonastico...

Giacomo Scimonelli3 luglio 2016

Alcune volte riflettere sulle parole è nocivo per chi scrive. L'ispirazione rischia di spegnersi ed è meglio seguire la creatività senza fermarsi a ricercare la parola adatta. La parola che riteniamo inadeguata ci spinge a mettere da parte l'opera da pubblicare. Ma la parola '' giusta '' già vive nella mente del Poeta, ma l'emozione del momento impedisce di vederla. Può anche capitare di rileggere opere che ritenevamo perfette e ci accorgiamo che alcune parole non vanno bene ed ecco che si presenta quasi per incantesimo la ''parola del momento'',la parola giusta... Questa è la magia e la forza della Poesia... riflessione ben verseggiata che condivido e apprezzo...