Il paradiso di ieri
Sembra eterno il cammino
tracciato sentieri.
Resistito a gelidi inverni,
la pioggia nei capelli
sulla camicia zuppa,
scivola sulla schiena.
Le dita fondono
al tocco dei mattoni,
al tocco dei sassi, dell'acciaio.
Il sole cocente dell'estate,
vesciche gonfie sulle spalle,
il sudore della fronte,
negli occhi che bruciano.
Come scorza di formaggio
i calli nelle mani,
si spella poi ricresce.
Mani, piccole, mani grosse,
cinquant'anni d'uso.
Vecchi attrezzi consumati,
auto ripristinati per usarli,
domani, e poi domani.
Quasi notte, scende il sole,
rivela il fuoco all'orizzonte.
Passi pesanti, passi stanchi,
passi che battono la strada.
passi sul gradino.
L'uscio si apre,
l'odore di casa,
l'odore della minestra.
Mani che si tendono,
sorrisi, aliti di bimbi,
labbra che si posano
sul viso sudato.
Alla fine del giorno,
la tavola bandita,
piatti in attesa,
posate bicchieri.
La famiglia, il rifugio
il paradiso di ieri.
©
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