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Sociale 5 luglio 2016 · lettura 3 min · 1369 letture

Il rancore di un cane abbandonato

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Insieme sono entrati in un giardino, la madre, il padre e dietro la bambina che aveva in braccio un vispo cagnolino intento a farle ... l’ultima moina. D’un tratto l’uomo se l’è preso in braccio, l’ha messo proprio accanto a una panchina, lo ha legato con un lungo laccio e, poi, con mossa celere e meschina si sono allontanati per salire sull’auto caricata a dismisura, al fine, finalmente, di partire e stare un mese in villeggiatura. Frattanto il cagnolino incollerito, faceva avanti e indietro lungo il prato, per colpa di quel laccio era impedito a correr dietro al mezzo ormai involato! ...Un vecchio pensionato di passaggio, vedendo il cagnolino vincolato, lo liberò dall’essere un ostaggio, il cane lo guardò, era appagato, scodinzolò in modo alquanto lesto e s’accucciò ai piedi buono, buono. Il vecchio gli sorrise, fece un gesto per condannare l’atto di abbandono. Tornò a casa insieme all’animale, guardò il calendario: primo agosto. Passaron tanti giorni, niente male, insieme con l’affetto corrisposto, Tornavan tutti i giorni in quel giardino, il pensionato sopra la panchina, il cane si sedeva a lui vicino e vi passavan tutta la mattina. A pranzo, dentro casa, in sintonia mangiavano ognuno al proprio posto, entrambi si facevan compagnia, un feeling veramente corrisposto. La sera a “nanna”, il cane sul tappeto, il vecchio nel suo letto di famiglia ed il riposo era assai completo, il tutto funzionava a meraviglia! ...... ...Frattanto la famiglia andata al mare, finito il mese di villeggiatura, in viaggio, mentre stavano a tornare, parlavan della splendida avventura vissuta tra le onde e l’ombrellone, con giochi e tante nuove conoscenze, ma s’interruppe la conversazione di quelle favorevoli esperienze, perché la figlia ripensando al cane, proruppe in pianto, lungo, disperato, provava un desiderio forte, immane, di ritrovarlo, dopo averlo amato per vari anni sino da piccina ed ora che si avviava verso casa la smania diventava cristallina e la coscienza si sentiva invasa dal ritrovare il cane abbandonato. Appena giunti andarono al giardino e videro quel vecchio pensionato col cane accovacciato a lui vicino. La giovane gridò: “L’abbiam trovato! ” S’avvicinò per fargli una carezza, ma il cane le ringhiò indemoniato! Il vecchio li riprese con durezza, dicendo: “Voi l’avete abbandonato e lui non vi ritiene gente buona! Quel giorno che l’ho sciolto era angosciato, quel gesto infame non ve lo perdona! Da quando è qui con me è sempre arzillo, mi tiene compagnia ... e sta tranquillo! ” .
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NON SI ABBANDONANO I CANI! Sono esseri umani che provano una sofferenza indicibile quando si sentono lasciati in mezzo alla strada senza un punto di riferimento. Gli esseri umani, ovvero le persone con una coscienza nobile, non abbandonano i loro animali domestici, bisogna essere dei veri sciacalli per fare un gesto simile, la sofferenza non è un bene da condividere è un qualcosa che distrugge dentro. In questa lirica ho voluto proporre una piccola rivalsa del cane che ha trovato la sua casa ed ha rifiutato la comoda villa dei signori senza cuore.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (2)

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Adele Vincenti5 luglio 2016

i cani hanno amore ...il puro amore... quello disinteressato... anche se vengono abbandonati perdonano sempre il loro padrone... i cani per decantarli bisogna prima conoscerli e viverci ...nel loro cuore v'è solo amore da donare... non attaccano se non vengono seviziati, maltrattati ...e son capaci sempre di perdonare... magari gli uomini fossero come i cani... il mondo sarebbe migliore... bravo ...

Commuove e tocca l'anima questa bella e sensibilissima poesia che tratta vari temi: l'abbandono di un cagnolino da parte dei suoi disumani padroni e l'abbandono nell'indifferenza sociale di un anziano che trascorre la sua estate su una panchina di un giardino pubblico, entrambi episodi tristemente noti e frequenti ai nostri giorni. Nell'incontro fra due solitudini, quella del cane e quella dell'anziano, sboccia l'amicizia e nasce il sodalizio. Molto delicata. Da rileggere.