Adesso e nell'ora della nostra morte
Morire a dieci anni è disumano,
a venti è impensabile, tremendo,
a trenta ... ci rosicchia il deretano ...
ed a quaranta è veramente orrendo!
A cinquanta è come una tortura,
a sessanta si può recriminare,
a settanta si attende con paura ...,
ad ottanta s’inizia ad ... accettare.
Non parlo dei novanta o cento anni
perché la morte avrebbe pur ragione
di toglierci da tutti quegli affanni
che la vita ogni giorno ci propone.
Perciò noi siamo schiavi del destino
che ci sorveglia alle nostre spalle,
in verità è un tipo sibillino
che a lungo andare ... rompe assai le balle!
Non si fa mai sentire, né vedere,
agisce come fanno gli sciacalli,
appena che la preda va a scadere
non gli concede più i suoi avalli.
Viviamo tesi, con celato assillo,
sperando sempre che succeda agli altri,
desideriamo un vivere tranquillo
perché ci riteniamo alquanto scaltri!
Ma l’ora della morte lo sappiamo
è misteriosa e non ci vien svelata,
perché altrimenti poi ci reprimiamo
e la salute diverrà ammalata!
Perciò viviamo senza mai pensare
al giorno dopo e così facendo
continuiamo a fare e ad amare
il prossimo con animo stupendo!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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