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Satira 8 luglio 2016 · lettura 1 min · 1318 letture

Autostima

Ettore Salamena 111 poesie pubblicate
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Chi con garbo e delizia compone versi a iosa, poesia come musica che dolce e ridondante alla gente appare sì tanto appetitosa perché assai forbita e spesso con morale, non si comprende perché ripeter vada che l'opra sua non vale, che suo è decadente non d'altri il verso e par non darsi pace per rime ricercate dalla musa ben celate. O falsa allor è la modestia nel voler affermare che il suo è un indicibile inutile poetare, o a me comune mortale dell'autostima che resta, se da tal confronto passa poi la voglia di verseggiare?
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Per non equivocare, è chiaro e neppur troppo latente il riconoscimento a chi ha indiscusso talento e di tal suo modo sa farsi ironicamente apprezzare ... tanto da ispirare anche questa "poesia", la cui essenza poi non è altro che l'autoironia descritta nella perdita della propria stima!

L'autore
Ettore Salamena

"La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia". Alda Merini Autobiografia: Classe 1948 … diplomato … già lavoravo all'età di diciotto anni, il che mi ha consentito di sposarmi abbastanza presto, come d'altronde quasi tutta la mia generazi

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Commenti (3)

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Luciano Capaldo8 luglio 2016

Una bellissimna ed intelligenmte osservazione. Sembra spesso di trovarsi di fronte a persone che diventano personaggi per la falsità. Potrebbe solo essere un gioco di falsa umiltà pe riscuotere maggiori consensi. Tecnica forse. Sta a noi spettatori comprendere, secondo il nostro metro, chi finge e chi no. Nessun giudizio... solo idee. Io credo che tu sia un grande poeta ed anche coraggioso. Per questo, attesto la mia simpatia e mi complimento.

Luisa Molinari8 luglio 2016

Amo molto la satira che, per sua natura, dovrebbe far nascere un sorriso in chi la legge e non scatenare polemiche. Penso, tuttavia, che il dialogo e anche lo scontro tra le persone sia cosa positiva, siamo tutti cosi diversi per fortuna! Mi complimento con l'autore per questa sua opera, bravo! Evviva il dialogo!

A
Antonio Terracciano8 luglio 2016

Ho riflettuto parecchio prima di commentare (l'ideale sarebbe fare sempre così) . Se non erro, la domanda che si pone l'autore è: "Se i poeti più 'bravi' fanno autocritica (ammettendo che sia sincera), che speranza c'è allora per i più 'modesti'? " Posso tentare di rispondere così: talvolta, è vero, l'autocritica non è sincera, e bisogna leggerla in chiave ironica, ma spesso è invece davvero sincera, perché i poeti 'bravi' sono molto più sensibili dei 'modesti' ad una parola inadeguata, a una virgola fuori posto, ecc. e, amando la perfezione, vedono veramente nelle loro poesie dei difetti che altri non notano. Bisogna sopportarli!