Essere poveri
Giovanni Monopoli
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La visione del cielo, dell’aria pura
di quell’alba fresca e cristallina
del risveglio nel mare della natura,
del vivere sorridendo al mondo ogni mattina
Tutto è circondato nell’aggrappo delle verità
nel menziono d’ogni momento... il dolce fruire
di quel giorno, il domani, di quell’attimo a venire
di quanto bello sia l’universo nella sua vastità.
Le stelle, il loro sconfinato sfavillio
la luna, il suo parlare al vibrante cuore,
il buio, la notte coi suoi respiri, suoni, fruscii
le tenebre, il pensiero per un orizzonte migliore
Siamo poveri esseri antiquati,
siamo l’essere poveri di statura,
illusi d’un andare farraginoso, in fragile presa,
di un correre senza méta, all’avventura
d’un essere già stanchi, vecchi, obsoleti
col tempo dei sogni sempre in attesa.
Amare la vita, amare il creato, i suoi fiocchi
vivere per gioire nell’essere vivi, nell’essenza,
ecco si nell’essenza
e volare sempre in alto con la luce negli occhi
tra quelle foglie nate sull’albero della esistenza.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (2)
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Doraforino16 luglio 2016
Il respiro è il ponte che collega la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai nostri pensieri. Ogni volta che la vostra mente si disperde, utilizzate il respiro come mezzo per prendere di nuovo in mano la vostra mente... Gradita!
M
Mariasilvia18 luglio 2016
Ubriaca l'anima e lascia che la mente scivoli in dolce abbandono. "Quest'oscurità" che incanta e porta il pensiero ad ammirare un Creato Divino. Prende molto l'umanità della sera, che arriva soffiando alla porta del cuore e fa brezza nell'anima. Si respira la notte col nostro respiro. Molto ben stilata. Complimenti!!!

