Non dormo

Non dormo
più non sogno
né la sento
cantare la sua nenia
del mattino
ma lenta e indisponente
a me vicino
con quello stare addosso
al mio respiro
si perde tra i meandri
del suo cielo
con la vaghezza avvinta
alla sventura
di questa vita amara
e un po’ spergiura.
Son sveglio
sì sto sveglio
e torno a ieri
col volto consegnato
alla follia
e mentre si dichiara
d’esser mia
mi afferra
e mi tormenta
col pensiero
del bieco fottutissimo
domani
che steso sopra il letto
a testa in giù
mi chiede un po’ sfacciato
“Che vuoi più?”
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