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Riflessioni 9 luglio 2016 · lettura 1 min · 921 letture

Via Crucis

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Alte e severe queste mura si stagliano contro l'azzurro. Vi s'arrampica in solitudine l'edera dove cala malinconica la tua sera. Inespugnabili ed invalicabili mura cingono d'assedio il giorno ammutolito in un sussurro. Non è la morte liberatrice in questo maniero la tirannica sovrana, ma la malattia e la sofferenza che mietono paura. Sembra un giorno di festa nel parco baciato dall'estate, anche se la gioia al di là del cancello resta. All'ombra austera dei pini ci siamo fermate. Tu, rosa canuta, nel giardino di viole assorta, con me non rimani. Smarrita a siderale distanza immemore mi fissi, inconsapevole di ieri, di oggi e di domani. E io desolata assisto alla Via Crucis, mentre sali il Calvario arrancando sotto il peso della croce, rassegnata insieme agli altri crocifissi, ammalati, sofferenti, senza voce, che non conoscono pace né la speranza del sole. E dalla selva dei ricordi ti guardo, madre, con l'anima in fiamme tra cenere e brace ed una lacrima nel cuore, senza parole.
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A chi vive il calvario della malattia.

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alias Marina Pacifici
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Commenti (1)

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Patrizia Ensoli9 luglio 2016

Una struggente e profonda poesia, la contrapposizione della Luce, delle stagioni che palpitano vita e le ombre della malattia ... Sembra un giorno di festa ... ma in quello sguardo vuoto non c'è nessun giorno! Lirica che tocca corde profonde e commuove!