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Introspezione 11 luglio 2016 · lettura 1 min · 1086 letture

Cosa rimane

Giovanni Ghione 507 poesie pubblicate
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Non ha angoli questa stanza ma cieli stellati che si specchiano in abissi circondati da promontori di nubi mi avvolgono gomitoli di pensieri dove è svanito il tempo regalando spazi d’oblio a volte prego, sogno... sospiro se sulla soglia un’ombra m’appare sarà un momento mio cuore e respiro un estremo coraggio per redire nell’istante a un vagito luce di un raggio.
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anziani ricoverati...

L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Commenti (6)

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Antonella Garzonio12 luglio 2016

Un'amara analisi, prostrazione, scoramento in gomitoli di pensieri all'ombra dell'abbandono. Spesso la condizione degli anziani è di profonda solitudine e ci si chiede cosa rimanga loro in una società'che ha poche attenzioni per chi è ritenuto ormai inutile e improduttivo. A volte basterebbe un sorriso...

Sara Acireale12 luglio 2016

Il poeta ha descritto bene lo scoramento di un uomo anziano che è stato ricoverato in un ospizio (oggi la parola "ospizio" non si usa più ma tale rimane). Lui rivede la sua vita, se stesso di quand'era giovane e forte, quando lavorava, amava e cresceva i suoi figli. Poi si rivede con i nipotini mentre li faceva giocare o li portava a spasso. Poi lui è diventato debole e inerme (inservibile) e come un vecchio pacco è stato buttato via. Quando dolore leggo in questi occhi vecchi e stanchi: dolore per il torto subito, delusione per l'ingratitudine di figli e nipoti. È un tema interessante e sempre attuale... Versi molto apprezzati

Patrizia Ensoli12 luglio 2016

... nei gomitoli di pensieri a volte prego, sogno ... sospiro se sulla soglia un'ombra m'appare. Non so perché, ma questi specifici versi hanno riportato alla mente una delle prime poesie da me tanto amate ... " Natale di Giuseppe Ungaretti ". Ho provato le stesse emozioni, avvertito la medesima stanchezza ... Molto, molto apprezzata!

Merlino12 luglio 2016

una lirica che lascia, giustamente, l'amaro in bocca. Versi che ci interrogano e che rimangono nella memoria. Gran bel lavoro, ammirato

rosanna gazzaniga13 luglio 2016

Basta un'ombra sulla soglia e subito si accende la luce del cuore in chi per svariati motivi non si trova più a casa sua... Intensa e bella, complimenti!

Pino Gaudino13 luglio 2016

bravo Giovanni, descrivi alla perfezione una grande e dolorosa frattura nella nostra società, gli anziani che rimangono soli che si sentono abbandonati, dopo vite di lavoro poi non viene riconosciuto niente, anzi mesi in angoli bui, complimenti sempre incisivo e chiaro nella tua esposizione, versi che mi toccano per la loro sensibilità plauso