Nel labirinto di Cnosso

Parlò la Dea dei Serpenti,
del retaggio che lega il cuore,
voce risonante oltre il tempo sospeso.
Ricordai la tua voce e melodie
struggenti che sapevi estrarre dal tuo violino
di cristallo creato da un improbabile Stradivari.
Non è così la luce che filtra,
ricamando trame e colori astratti
su goccioline di pioggia appena cadute.
Forse ho il vago ricordo dell'attimo,
quando lo stesso perdeva le misurazioni fittizie,
in estensioni sconfinate d'eternità.
Mi sorridi, sai riconoscere le mie malinconie,
mi guardi, mi parli, mi baci le mani,
perché per te sono estensioni del tuo cuore.
Sei parola, silenzio,
sei tutto quando t'infervori a raccontare,
commuovi, incanti, mentre piangi
riuscendo a disegnare il cielo e il mare.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (2)
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Antonella Garzonio12 luglio 2016
Versi che sanno d'eterno, l'autore traccia con immagini eteree, quasi magiche, emozioni sospese oltre il tempo. Un poetare ricercato ed accattivante, il mio elogio
Pagu12 luglio 2016
Un lavoro fantasioso e dolce che sprigiona fascino e mistero. Il poeta cerca nei meandri delle leggende l'ispirazione per tracciare momenti poetici di grande bellezza. I miei complimenti.


