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Riflessioni 12 luglio 2016 · lettura 3 min · 1353 letture

La vita è una diabolica avventura

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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La vita è una montagna da scalare, ci si prepara pieni di entusiasmo a questa grande sfida da affrontare con spirito zelante e un certo orgasmo. Da giovani si pensa a un’avventura sospinti da pressanti iniziative: lo studio ed il bisogno di cultura, son quelle tra le più affermative. L’amore viene sempre al primo posto, perché ci fa provare la passione e se talvolta viene corrisposto ci fa ballare il cuor dall’emozione. Con il lavoro nasce il desiderio di far carriera in modo repentino, si prendono gli impegni assai sul serio sperando nell’aiuto del destino. Se si convive, oppure ci si sposa, arrivano i figlioli e per l’amore c’è poco tempo libero e la cosa diventa un gran fastidio per il cuore. A cinquant’anni ci si guarda indietro cercando di capire i nostri errori, però il passato resta alquanto tetro e si nasconde dietro ai repertori. Infine s’intravvede la vecchiaia, ci si prenota pronti alla pensione, si compra in fretta una gradita sdraia per riposarci sotto l’ombrellone. Frattanto i nostri figli son cresciuti, si stan facendo strada nella vita ed ora che i problemi son scaduti possiamo organizzare qualche gita. Arrivano col tempo i nipotini, a loro tramandiamo l’esperienza per farli diventar dei cittadini capaci di affrontare l’esistenza. In tutto questo ginepraio umano restiamo sempre avvinti al nostro io, perché la vita è un labirinto strano e resta nelle mani del Buon Dio. Sappiamo che la nostra situazione è quella in cui dobbiamo sottostare ad un regolamento d’oppressione che ci obbliga: “A prendere, o lasciare! ” Perché una volta che noi siamo nati non ci possiamo più tirare indietro, andiamo avanti alquanto sconcertati con il pensiero d’un futuro tetro! E quando siamo in ballo è naturale restar sul palcoscenico del mondo per recitare in modo intenzionale la parte che ci assegna il girotondo! Dobbiamo andare avanti in ogni caso, perché se ci fermiamo all’improvviso il nostro corpo viene presto invaso da un senso di deliquio senza avviso e ci consegna nelle fredde mani de la Signora dal vestito nero, perciò è meglio stare tra gli umani seppure il nostro viver giornaliero ci rende sempre più senza speranza con questa crisi che ci opprime il cuore, abbiamo perso tutta l’esultanza. La vita sta perdendo il suo valore, purtroppo c’è il progresso che minaccia la gente che lavora onestamente! Di fronte a questo ... cadono le braccia, ...il mondo sta morendo lentamente! .
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Una riflessione su ciò che la vita ci riserva, in quanto appena nati non ci possiamo rifiutare di vivere, ma poi ci ritroviamo al centro di un labirinto da dove non possiamo più uscire, saranno le figure predestinate a questa mansione a gestire la nostra vita, noi siamo sempre nelle loro mani. Ci muoviamo a seconda delle circostanze e delle età, ma rimane il fatto che restiamo in balìa delle onde di un destino che non conosciamo.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (2)

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Sara Acireale12 luglio 2016

La vita è un'avventura e sono d'accordo ma non è diabolica. Penso che (nonostante gli ostacoli) rimane sempre l'avventura più bella. Come diceva Benigni in un film di qualche anno fa "La vita è bella" e lo è perché ci fa godere di splendidi paesaggi, ci fa conoscere persone, ci fa studiare, leggere, scrivere poesie, dipingere. Nel bene e nel male dobbiamo apprezzare questa nostra esistenza. Il mio motto è "vivo, quindi sono"

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Libera Mastropaolo12 luglio 2016

Sei grande nella musicalità, sempre... E anche io cerco di farla "sentire" la poesia più che leggerla. Molto apprezzata per il tema e la stesura