Le nervature dell'anima
massimo turbi
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era solo un po morto
nei piccoli istanti
diamantati di silenzi
ti invocai fra il cielo e la terra in burrasca
come trame d' incanto
e mi librai staccandomi in volo
ebbi la vorace voglia di vivere
sotto questo cielo di meraviglie
e mi resi avido di bellezza
abbracciando l'intero mondo
in tutto quello che credetti
le nervature delle foglie
le sfumature delle pietre
i colori degli uccelli
spiccarono tenerezze
che non saprei lesinare
abbandonando l'anima a cambiare pelle
io sono il fiume che trascende la mente
e si lascia andare ballando
come uno spirito indiano
che si riconosce come shamano
redentore del male altrui
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L'autore
massimo turbi
Commenti (1)
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Mina Cappussi18 luglio 2016
Sublime poetica, Massimo Turbi, tra tenerezze spiccate e istanti diamantati. Geniale quel "era solo un po' morto" in grado di regalare incertezza di pensiero alla certezza statuaria della dipartita da questo mondo, donataci come promessa nell'istante stesso in cui arriviamo. Consiglio e metto fiocco mina cappussi

