La mia anima autolesionista
Beniamino Strani
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Vagava la mia anima,
impetuosa,
nel silenzio più profondo
degli oceani di chiacchiere.
Era lì seduta sul pozzo,
e mai nessuno la aiutò a scendere.
Attraversava strade senza lampioni,
spiagge cocenti,
tristi circhi di maschere e lacchè.
Camminava a passi lenti,
nella frenesia effimera di chi compra le stelle,
rifiutava i porti sicuri costruiti di compassione,
si addentrava nei meandri più angoscianti
di un giorno qualunque.
La mia anima autolesionista,
che a volte è troppo miope per capire,
altre volte finge di volare,
con ali di carta, fango e promesse.
©
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Beniamino Strani
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