Lo specchio della vita (Generazioni a confronto)
Ho fatto un sogno veramente strano ...
mi son trovato a Roma, in una scuola,
seduto al banco, ... io, un uomo anziano ...
con il grembiule, il fiocco ... e un groppo in gola,
perché vedevo tutti quei ragazzi
col cellulare acceso sopra il banco,
giocavan con l’i- Pad e come pazzi
si sbizzarrivan col compagno a fianco!
Nessuno stava attento alla lezione
dell’insegnante, giovane signora,
che con dovizia e valida passione,
svolgeva, inutilmente, già da un’ora!
... Pensavo alla mia scuola, quella vera,
con il maestro, rigido al dovere,
e tutti noi, dall’aria assai severa,
attenti ad ascoltare con piacere
la storia, la grammatica, la scienza,
con argomenti e massima attenzione,
sospinti da quel senso di coscienza
per una conseguente promozione.
Invece, nel guardar quegli scolari,
talmente attratti da fattori esterni,
da preferire gli interessi vari,
all’onere dei libri e dei quaderni,
m’ha dato l’impressione che il progresso,
invece di spronare e di aiutare,
trascina i sentimenti nel regresso,
a danno, soprattutto, d’affossare
la volontà d’emerger nella vita
e i giovani ne vengono coinvolti,
al punto da causare una ferita
ai loro presupposti già sconvolti!
Ho riflettuto a lungo e ne ho dedotto
che le invenzioni cambiano la gente,
in modo inconsapevole e corrotto,
da renderla più apatica ed assente!
Davanti a me ci stava una fanciulla
(perché si stava in una classe mista),
la quale non seguiva proprio nulla,
cercava solo a mettersi più in vista!
Guardavo la maestra con timore,
in preda ad uno spirito prostrato,
avevo l’amarezza in fondo al cuore ...
...Fortuna vuole, ... che mi son svegliato!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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