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Morte 15 luglio 2016 · lettura 2 min · 886 letture

Avevo il mondo in pugno ed ero un re

Triste 260 poesie pubblicate
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Avevo il mondo in pugno ed ero un re Un re senza una lira né un castello e per corona un piccolo cappello quel che portavi tu, tesoro amato. . L’avevi tra i tuoi riccioli ribelli -Mio Dio, sfiorare ancora i tuoi capelli!- Svegliatemi dal sonno che m’ opprime -Dormo o son desto? Perché qui tutto è mesto?- In ciel non fuochi ma suono degli spari e sguardi plumbei di ricordi amari. Le piccole manine ancora rosa stringono al petto la bambola diletta nell’ ultima serata maledetta ove la morte ingrata ti rapì’. -Perché t’ho persa dopo averti amata? Perché poi viver, senza averti più!- Il cielo piange e a lungo piangerà l’assurda storia di questa umanità. Ancor l’amata bambola sorride ed io disarcionato dall’orrore resto in ginocchio a piangere l’amore che a te m’incatenava sempre più. Era d’estate la sera tanto attesa tra i fuochi d’artificio di colore t’avevo in braccio piccolo splendore poi il buio scese e il tempo si fermò. La vita mia si spense con la tua senza rimedio alcuno quella bua... La bambola diletta ho conservata mesto ricordo della bimba amata. Avevo il mondo in pugno ed ero un re ora tutto è perduto senza te.
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Nizza, una bambina muore accanto alla sua bambola. Non c'è limite all'orrore di questa umanità.

L'autore
Triste

Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.

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Commenti (3)

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Giacomo Scimonelli15 luglio 2016

Non ho colpa, ma ho difficoltà ad esprimermi su questi versi. Una poesia che mi ha toccato fino dentro l'anima e gli occhi sono diventati lucidi. Sentirsi un re grazie alla presenza di quella PRINCIPESSINA che era l'unica gioia di vita e adesso sentirsi semplicemente il nulla... toccante e commovente

Merlino15 luglio 2016

versi impeccabili e incisivi che lasciano senza parole, un accorato ricordo e allo stesso tempo un appello, tra le righe, a questi inumani che stanno seminando l'odio. L'efferatezza di certe atrocità si denota ancora di più nell'innocenza distrutta, complimenti

Pino Penny17 luglio 2016

a volte ci si chiede perché quel nome d'arte la poesia che nasce dal profondo può venire dal segno indelebile che rimarrà per sempre che si conserva nel cuore nella mente in tutta la nostra vita...